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SOTTO LA CITTA`
Il volto segreto di Reykjavik
Autore: Arnaldur Indridason
Traduzione di Cosimini S.
Pagg. 276
€ 14.50
Narrativa
Collana: Narratori della Fenice
In libreria dal: 23 Giugno 2005
Libro  disponibile

   
 IL LIBRO  
  Un giorno di un piovoso e freddo autunno islandese un uomo di settant’anni viene ritrovato cadavere nel suo appartamento, ucciso con un violento colpo alla testa. Accanto al corpo, un misterioso biglietto scritto a mano, all’apparenza incomprensibile. All’agente Erlendur e ai due colleghi che lo affiancano sembra un caso quasi banale, «il tipico omicidio islandese». Ma non appena cominciano a scavare un po’ più a fondo, scoprono che l’uomo, tale Holberg, ha un passato torbido alle spalle: negli anni Sessanta venne denunciato per stupro, ma non ci fu mai un processo. La donna che lo accusava ebbe una figlia, che morì a quattro anni di tumore al cervello.
Da qui in poi le indagini si fanno serrate: Erlendur decide di far riesumare il corpo della bambina per effettuare una nuova autopsia, alla ricerca di una prova che la legherebbe indissolubilmente a Holberg. E quest’intuizione lo porta alla scoperta di una città sconosciuta e segreta, una Reykjavík sommersa, un suo doppio sotterraneo chiamato Città dei barattoli: la sezione della facoltà di Medicina in cui una volta venivano conservati organi umani a scopi scientifici e didattici, una realtà inquietante che riflette l’ossessione di un Paese per le malattie e per l’autoconservazione...
 
 
 I GIUDIZI  
  "Dall'Islanda, un romanzo che ha in sé gli elementi di una vera e propria leggenda: amaro fatalismo, umorismo caustico e lungimiranza narrativa."
The Independent

"Un libro straordinario."
Suddeutsche Zeitung

"Meritatamente prescelto come il miglior giallo dei paesi nordici."
B.Z. Berlin
 
 
 UN BRANO  
  "Il messaggio era stato scritto a matita su un foglio appoggiato sopra il corpo. Tre parole, incomprensibili per Erlendur.
Si trattava del cadavere di un uomo sui settant'anni. Era disteso a terra sul fianco destro, adagiato contro il divano in un piccolo soggiorno, e indossava una camicia blu e un paio di pantaloni di velluto a coste marrone chiaro. Aveva anche un paio di pantofole. I capelli, un po' radi, erano quasi completamente grigi. Erano macchiati di sangue uscito da una profonda ferita sulla testa. Sul pavimento, non lontano dal corpo, c'era un grosso portacenere in vetro, sfaccettato e con le estremità aguzze. Anche quello presentava tracce di sangue. li tavolino era stato rovesciato.
L'appartamento era un seminterrato in una casa a due piani nel quartiere di Nordurmyri, che aveva anche un piccolo giardino circondato su tre lati da un muro di pietra. Gli alberi avevano perso le foglie, che formavano uno spesso strato e coprivano il giardino rendendo impossibile distinguere il terreno; i rami nodosi degli alberi si protendevano verso il buio notturno. Un vialetto di ghiaia conduceva al garage"
 
 
 L'AUTORE  
  Arnaldur Indridason